Martedì, 24 Novembre 2015

Stress, ansia e paura sul posto di lavoro. Qual è la differenza?

Conoscere la differenza tra stress, ansia e paura sul posto di lavoro: un'arma in più per superare il problema.

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nel creare relazioni durature, basate sulla fiducia reciproca. 
Che la paura condizioni negativamente fiducia ed autostima è risaputo; ma stress e ansia sono ugualmente nocivi?

Per le risorse umane ed i manager è estremamente importante individuare le sottili differenze che li distinguono e capire quali siano i loro fattori scatenanti, comprendendo quali potrebbero essere le ripercussioni sul personale e migliorando l'ambiente di lavoro.

Stress, ansia e paura sul posto di lavoro

Stress, ansia e paura sono tre risposte emotive correlate tra loro, a cui corrispondono risposte fisiche simili, tra cui aumento dell’adrenalina e della frequenza cardiaca. Vediamo più in dettaglio similitudini e differenze.

Lo stress: positivo o negativo?

Lo stress è un turbamento dell’equilibrio interiore provocato dall’interferenza di fattori esterni.
Non necessariamente va interpretato in chiave negativa. A seconda di come reagirà il singolo all’attacco di tali fattori, può anche avere ripercussioni positive.

Ad esempio, lo stress prodotto dalla perdita di un cliente o una minaccia di licenziamento possono indurre a migliorare le prestazioni lavorative. Tuttavia ciò è vero solo nel breve termine: nel lungo periodo, invece, lo stress può portare ad un deterioramento delle performance.

In tal caso diventa fondamentale trattarlo per identificare i suoi fattori scatenanti, al fine di eliminarli, aiutando l'individuo a migliorarsi.

L'ansia: difendersi anticipando un pericolo futuro

L'ansia, di contro, rappresenta la risposta emotiva del singolo ad una minaccia imprecisata; quale potrebbe essere, ad esempio, il sospetto che il capo non sia soddisfatto del lavoro che stiamo svolgendo.

Ecco perché l'ansia è una tendenza anticipatoria, che si basa per lo più su minacce immaginarie o, comunque, non ancora concretizzatesi. Proprio per tale ragione, però, aiuta l’individuo a farsi trovare pronto ad affrontarle al meglio, qualora dovessero realmente presentarsi.

Tuttavia, poiché la risposta alle sollecitazioni prodotte da una minaccia è una cosa estremamente personale, per alcuni potrebbe tradursi in un generalizzato stato di disagio.
In tal caso è utile trattarlo cercando di auto-diagnosticare l'ansia: prendere coscienza del timore costante di sbagliare e ricevere critiche, produce l'effetto rassicurante di razionalizzare la minaccia.

La paura: difendersi rispondendo al pericolo

La paura invece è il tentativo umano di rispondere ad un pericolo reale e definito.
Quando il capo viene a dirci apertamente che non gli piace il lavoro che stiamo facendo, minacciando azioni nei nostri confronti, la paura innesca nel corpo una prontezza ad agire, che si traduce in autentici cambiamenti fisici: la respirazione accelerata, l’aumento della frequenza cardiaca e della sudorazione.

Paura e ansia sono strettamente interconnesse e possono scatenarsi a vicenda. Una paura passata può attivare uno stato di ansia nel presente, anticipando la percezione di un imminente pericolo, basato su esperienze negative precedenti.

Distinguere queste tre risposte emotive è fondamentale per garantire alle aziende di intraprendere azioni mirate, finalizzate al benessere e all’efficienza del personale.

Per saperne di più: The Fear-free Organization (Vital Insights from Neuroscience to Transform Your Business Culture).

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