Venerdì, 02 Ottobre 2015

Sanità in Italia e in Europa: qualità dell'assistenza e spesa

L'assistenza sanitaria nel nostro Paese è migliorata negli ultimi anni, anche se permangono disparità tra le varie regioni.

Questo è quanto è emerso dal rapporto OCSE presentato ad inizio anno, poco dopo la chiusura del semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea.

Assistenza Sanitaria in Italia ed Europa

La salute in Italia

Gli indicatori di salute dei nostri concittadini sono tra i migliori per quanto concerne l’area OCSE. 
Considerando l’aspettativa di vita calcolata al momento della nascita, l’Italia si piazza in quinta posizione, con un dato di 82,3 anni.
I tassi di ricovero in ospedale per asma o malattie polmonari di tipo cronico sono tra i più bassi. Anche il tasso di mortalità a causa di infarti e ictus viaggia ad un valore costantemente inferiore rispetto alla media dei paesi affiliati all’OCSE.

Le differenze tra le regioni

Nel complesso quindi i dati presentati sono rassicuranti, tuttavia "mascherano" le differenze tra le varie regioni, che in alcuni casi sono abbastanza importanti.

Alcuni esempi riguardano i ricoveri per attacchi d’asma, che in Sicilia hanno un tasso pari a 5 volte quello della regione Toscana.
Se prendiamo in esame i ricoveri a causa di malattie polmonari croniche, la variazione va dai 1,5 casi su un campione di 1000 abitanti, registrati in Piemonte, ai 3,07 della Basilicata, un numero più che doppio.
Un altro dato su cui riflettere è l’incidenza dei parti cesarei, che presentano maggiori rischi per la donna. Il numero è maggiore nelle regioni del meridione, mentre i dati minimi si registrano in Trentino Alto Adige.
Si evince quindi come sia necessario intervenire con sforzi adeguati per ridurre le disparità esistenti, aiutando le regioni più deboli.

La spesa per l'assistenza sanitaria

Questi dati sono inseriti in un contesto in cui nei Paesi dell'Unione Europea la spesa per l’assistenza sanitaria, in presenza della crisi, ha avuto delle riduzioni. Nel 2013 la maggior parte dei Paesi UE ha speso meno del 2009, mentre negli altri Paesi extraeuropei continuavano a verificarsi aumenti.
Analizzando da vicino i numeri, si scopre che la contrazione della spesa è stata più accentuata in Grecia, Italia e Portogallo. Ma tutta l’Europa resta comunque indietro rispetto ad Asia e America Latina.

E come in tutte le occasioni in cui si parla di sanità, riemerge la controversa questione dei tagli alla spesa, che tutavia spesso non portano migioramenti significativi nel medio e lungo periodo.
Considerando la percentuale sul PIL, la spesa sanitaria pubblica italiana resta superiore alla media degli altri paesi OCSE. Dimostrando come il sistema sia complesso e vada gestito con lungimiranza, investimenti e riforme strutturali.

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