Giovedì, 16 Luglio 2015

Lavoro under 35 in Italia: si lavora di più ma si guadagna la metà del resto d'Europa

I giovani italiani producono di più rispetto ai colleghi europei, ma guadagnano la metà.

Un'equazione che non torna, quella dei giovani lavoratori italiani. Un'equazione secondo cui, pur lavorando e producendo di più, nel bel paese le retribuzioni per chi ha meno di 35 anni sono più basse di quelle dei colleghi europei.

Giovani al lavoro in Italia

Il risultato è frutto di un'analisi preparata per Il Sole 24 Ore da JobPricing, esaminando i dati disponibili di Eurostat ed OCSE relativi a retribuzioni e compensi percepiti sul mercato del lavoro italiano e sui corrispondenti degli altri paesi europei.

Un italiano che ha meno di 35 anni e lavora come dipendente, percepisce uno stipendio di ingresso pari a 23.586 euro lordi, che rapportati sulle 13 mensilità danno 1.312 euro netti ogni mese. Su questo valore naturalmente gioca un ruolo importante la tassazione, che nel nostro paese arriva ad erodere quasi la metà dello stipendio lordo (42,4%).
Facendo un confronto con gli altri stati emerge come uno svizzero guadagni circa il doppio, 48.100 euro lordi, mentre se si guarda agli svedesi la cifra scende a 36mila euro e se si prende in esame un lavoratore belga la cifra lorda è di 34.300 euro.
Anche la Danimarca (a quota 29,700 euro) e l’Olanda (a 29.400 euro) hanno uno stipendio più alto di quello degli italiani, sempre naturalmente guardando alla fascia che include i lavoratori che compiono i primi passi nel mondo del lavoro, compresa tra 25 e 34 anni.

Un dato interessante arriva dalla Germania, in cui lo stipendio medio si discosta poco da quello italiano, con una cifra lorda di 25.200 euro ("solo" 1.614 euro in più rispetto all'Italia). Il dato però va visto nel suo complesso, perché in Germania lo stipendio aumenta non solo con l’innalzarsi dell’età ma anche a seguito dei risultati raggiunti nel lavoro.

Una differenza fondamentale: in Italia il mercato del lavoro è "seniority driven", vale a dire guidato dall'età. Al passare degli anni, aumenta lo stipendio. E se in Europa da curva degli stipendi sale rapidamente, raggiungendo il picco a 40 anni, in Italia è molto più lenta, con l'apice a quota 55 anni.

Un altro tasto dolente per i giovani italiani è quello del tirocinio. In Italia il rimborso dello stage, quando previsto, è lo stesso per tutta la durata del tirocinio. Invece all’estero la retribuzione aumenta nel tempo, mano a mano che il lavoratore progredisce come esperienza e formazione. 
Lo stesso criterio vale per le borse di studio, "statiche" in Italia, e "dinamiche" negli altri paesi.

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